Padula

Nel comune di Padula, in provincia di Salerno, è possibile trovare diversi beni archeologici che risalgono ad epoche diverse ma che per la loro importanza storica sono state nei secoli valorizzate e che ancora oggi svolgono un ruolo importante per il turismo del piccolo comune. Tra questi troviamo in particolare il Battistero di San Giovanni in Fonte e La Certosa di Padula.

Battistero di San Giovanni

Battistero San Giovanni in Fonte
Battistero Paleocristiano di San Giovanni in Fonte
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Il Battistero Paleocristiano di San Giovanni è stato costruito nel IV secolo dopo Cristo, all’epoca dell’imperatore Costantino. La peculiarità del battistero consiste nell’ essere l’unico battistero che attinge l’acqua dalla fonte su cui si erge consentendo così il battesimo per immersione.

Nell’ antichità il Battistero faceva parte del borgo di Marcellanium dove il giorno di San Cipriano si teneva una grande e importante fiera polo di attrazione per i mercanti che venivano dalla Lucania e dall’ odierna Calabria.

Il Battistero viene menzionato in una lettera di Cassiodoro risalente al 570 dopo Cristo, dove viene specificato che il borgo su menzionato prende il nome proprio dal fondatore del battistero, papa Marcello I. Nella lettera si legge anche dell’innalzamento delle acque nel giorno del Sabato Santo giorno in cui avveniva l’iniziazione cristiana, attraverso il battesimo, dei fedeli.

Molti sono stati gli interventi di restaurazione durante il corso dei secoli con l’intento di valorizzare l’area a livello archeologico, tanto che è stato realizzato anche un percorso di trekking che può essere svolto anche dalle persone disabili.

Certosa di Padula

Certosa di San Lorenzo a Padula
Certosa di San Lorenzo a Padula
Certosa di San Lorenzo a Padula
Certosa di San Lorenzo a Padula
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La Certosa di Padula presenta una superficie di 51.500 m² ed è costituita da 3 chiostri, un giardino, una chiesa e un cortile. È la Certosa più grande d’Europa e per la sua importanza nel 1998 venne dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’ UNESCO.

La Certosa è anche conosciuta come Certosa di San Lorenzo perché lì dove sorge, prima della sua edificazione, c’era una chiesa costruita in onore del Santo e per questo la certosa è stata dedicata al Santo che fa avverare i desideri. Infatti, se si guarda con attenzione la struttura dell’edificio si può notare che ha la forma di una graticola e proprio su una graticola venne bruciato vivo San Lorenzo.

La Certosa fu costruita per volere di Tommaso II Sanseverino, nel 1306, che con quest’opera voleva farsi ben volere dalla famiglia angioina, che allora governava il Regno di Napoli. Infatti, proprio per questo motivo alla fine dei lavori la Certosa fu donata ai certosini, ordine religioso francese visto di buon occhio dalla casa d’Angiò.

La scelta del luogo fatta da Tommaso fu strategica per diversi motivi:

  • intorno c’erano molti campi fertili che i monaci potevano coltivare per il loro sostentamento ma che consentivano allo stesso tempo la commercializzazione di questi prodotti con l’estero;
  • da qui si potevano facilmente controllare tutte le vie di comunicazione che portavano alla parte meridionale del Regno di Napoli.

Si racconta che molti sono i pellegrini che si fermavano nella Certosa e tra questi c’è Carlo V, che mentre faceva ritorno dalla battaglia di Tunisi nel 1539, si fermò presso la Certosa e proprio in suo onore i monaci prepararono una frittata di mille uova.

Dopo la fine del concilio di Trento, alla struttura vennero fatti alcuni cambiamenti:

  • fu aggiunto il chiostro della Foresteria;
  • nel cortile interno vi fu aggiunta la facciata principale.

Dopo vari rifacimenti avvenuti a partire dall’epoca barocca passando per quella napoleonica, oggi la Certosa è una meta turistica molto importante per il Vallo di Diano, anche perché al suo interno è presente un museo in cui sono raccolti molti reperti che provengono da scavi che sono stati effettuati nelle necropoli di Sala Consilina e Padula.

Museo del Cognome

Museo del Cognome: Padula

Il Museo del cognome, unico nel suo genere, è situato in una casa del 1700. L’intento del museo è quello di condurre il visitatore lungo un percorso genealogico nel quale si può scoprire l’origine della discendenza della propria famiglia. Nel museo sono presenti una serie di atti di nascita, liste di leve, censimenti e atti notarili attraverso i quali è possibile scoprire la storia della propria famiglia.

C’è un’intera sezione dedicata alla storia dell’emigrazione italiana.